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16/11/2018 13.00 - Fer, il Tar annulla Convenzione Gse per il passaggio dai CV ai nuovi incentivi

Il Gse non aveva diritto di imporre una Convenzione agli operatori per il passaggio dai certificati verdi alle nuove tariffe incentivanti. Lo ha sancito il Tar Lazio, accogliendo i ricorsi i E2i Energie Speciali, Energia Verde e Ser.

Oggetto della causa è lo schema di “Convenzione per la regolazione economica dell'incentivo sulla ‘produzione netta incentivata’ per il residuo periodo di diritto, successivo al 2015, riconosciuto agli impianti che hanno maturato il diritto a fruire dei Certificati Verdi ai sensi degli articoli 19 e 30 del Decreto 6 luglio 2012”, pubblicato sul sito del Gse il 20 aprile 2016, nella parte in cui subordina il riconoscimento degli incentivi di cui all’art. 19 del d.m. 6 luglio 2012, per gli impianti entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2012, alla sottoscrizione ed alla validità ed efficacia della predetta convenzione.

Gli operatori contestavano in particolare alcune clausole considerate “vessatorie”, tra cui i poteri di risoluzione automatica della convenzione in capo al Gse, le nuove fattispecie di decadenza previste per l’ipotesi di cessione dell’impianto, nuovi oneri in capo ai produttori (come quello di installare apparecchiature per la telelettura o di consentire l’accesso all’impianto), gli obblighi documentali e di comunicazione, i vincoli per la cessione dei crediti, il potere di modifica unilaterale della convenzione da parte del Gse, il pagamento degli incentivi a scadenza trimestrale, anziché mensile, e a nove mesi di distanza dalla produzione di energia cui è riferito l’incentivo.

Per il Tar, “nessuna delle norme del d.lgs. n. 28 del 2011 e del d.m. 6 luglio 2012, tuttavia, prevede espressamente – quale 'modalità' per la transizione dai certificati verdi alle tariffe incentivanti – la stipula di una convenzione tra il Gse e il produttore dell’energia, né tantomeno subordina l’erogazione delle nuove tariffe incentivanti ad un simile adempimento”.

Anzi, proseguono i giudici, “la stessa norma primaria invocata dal Gestore a copertura del proprio operato (ossia, il menzionato art. 24, comma 2, lett. d, del d.lgs. n. 28 del 2011) prescrive che il contratto-tipo, sulla base del quale definire il contenuto della convenzione, deve essere definito dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas– AEEG (ora: Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente– ARERA), ad evidente garanzia di terzietà nella predisposizione di clausole che vanno ad incidere sulla reciproca posizione delle parti della convenzione”. Per contro, “risulta pacificamente che il contratto-tipo sia stato predisposto, in via unilaterale, dal Gestore, senza il necessario passaggio preliminare presso l’Autorità”.

Il Tar ha quindi annullato la Convenzione.

La sentenza del Tar è disponibile in allegato sul sito di QE.