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26/11/2018 16.00 - Reti idriche, “la legge sull’amianto va riformata”

La Legge n. 257 del 27 marzo 1992 sulla cessazione dell'impiego di amianto “mostra i segni dell’età” e “si ritiene necessario riformare la normativa di settore”. È quanto scrive il ministro dell’Ambiente Sergio Costa nella risposta a un’interrogazione (prima firmataria Masini, FI) inviata al Senato.
In particolare, gli interroganti sottolineano l’urgenza di intervenire sulle perdite nelle reti idriche e avviare un’indagine sulle condotte cemento-amianto ancora in esercizio.

Su quest’ultimo punto Costa evidenzia come l'indagine sulla presenza di fibre di amianto nella rete idrica nazionale dell'acqua potabile sia “fortemente legata alle realtà locali” e in base alla normativa vigente l’attività di ricerca e controllo “di sostanze non formate, tra cui l'amianto, nelle acque” per il consumo umano “spetta alle autorità sanitarie regionali e locali, qualora ne ravvisino necessità o vi sia motivo di sospettarne la presenza in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute”.

Il ministro cita anche “le più recenti valutazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità”, per le quali, “allo stato attuale, il peso dell'evidenza non supporta la necessità di fissare un valore guida sanitario per l'amianto nelle acque destinate al consumo umano”.

L'Istituto superiore di sanità, invece, ha elaborato “un'analisi di rischio estensiva” nell’ambito di un parere reso per una “Richiesta di linee guida in materia di tubazioni interrate in cemento-amianto destinate al trasporto di acqua potabile”.

Nel parere si riporta “che fenomeni di cessione di fibre da parte delle tubazioni possono verificarsi fondamentalmente per la fessurazione del tubo”, scrive Costa nella risposta all’interrogazione, “a seguito di azioni meccaniche naturali e antropiche, nonché per la solubilizzazione della matrice cementizia. Alla stregua dei dati disponibili, qualora il tubo si mantenga integro, non si ravvisa un rischio significativo di cessione di fibre di amianto all'acqua condonata, specialmente quando, a causa delle caratteristiche chimiche dell'acqua, si formi uno strato protettivo di carbonato di calcio sulla superficie interna del tubo”.

Infine, in occasione della presentazione dei dati dell'Osservatorio nazionale amianto a metà novembre, “il ministero dell'Ambiente ha proposto una cabina di regia unica sull'amianto, al fine di dare risposte ai cittadini sulla mappatura, la bonifica, il monitoraggio e la ricerca”, conclude il titolare del dicastero.

Sul tema delle perdite idriche, invece, nella risposta all’interrogazione (i testi sono disponibili in allegato) si ricordano gli specifici finanziamenti definiti nel Piano nazionale di interventi nel settore idrico previsto dalla Legge di bilancio n. 205/2017 (QE 9/11).