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15/11/2018 16.00 - Capacity market UK, Tribunale Ue annulla il via libera di Bruxelles

Mentre si attende che il nostro Governo sbocchi il dossier capacity market (QE 9/11) arriva un colpo di scena per l’unico meccanismo di questo tipo formalmente avviato in Europa, ossia quello britannico.
Il Tribunale Ue ha infatti deciso di annullare il via libera concesso nel lontano luglio 2014 dalla Commissione, accogliendo il ricorso presentato dal raggruppamento di società “Tempus”.

Secondo i giudici, “la Commissione non si trovava in una situazione in cui poteva limitarsi a fare affidamento sulle informazioni presentate dal Regno Unito senza effettuare la propria valutazione al fine di esaminare e, se necessario, ricercare, eventualmente, presso altre parti interessate, le informazioni rilevanti ai fini della sua valutazione”.

In particolar modo, prosegue il Tribunale, Bruxelles non ha “correttamente valutato il ruolo della gestione della domanda all’interno del mercato delle capacità”. Malgrado fosse suo compito “assicurarsi che il regime di aiuti fosse concepito in modo tale che la gestione della domanda possa partecipare ad esso allo stesso titolo della produzione, in quanto le corrispondenti capacità avrebbero consentito di porre effettivamente rimedio al problema dell’adeguatezza delle capacità”. In un simile contesto, “le misure di aiuto dovrebbero essere aperte e fornire incentivi adeguati agli operatori interessati”.

Il Tribunale osserva anche che “la Commissione era a conoscenza delle difficoltà menzionate da un gruppo di esperti tecnici per quanto riguarda la presa in considerazione delle potenzialità della gestione della domanda”. Tuttavia “ha considerato che fosse sufficiente per valutare la presa in considerazione effettiva della gestione della domanda – e non trovarsi più in una situazione in cui potesse nutrire dubbi su tale punto in ordine alla compatibilità del regime di aiuti con il mercato interno – di accettare senza altra forma di esame le modalità previste dal Regno Unito a tal riguardo”.

La Commissione, concludono i giudici, “avrebbe dovuto concludere che esistevano dubbi che avrebbero dovuto indurla ad avviare il procedimento di indagine formale al fine di porre gli interessati in condizione di presentare le loro osservazioni e di poter disporre delle informazioni pertinenti per valutare al meglio la compatibilità del mercato delle capacità previsto”.

Ora si attende la reazione di Londra (peraltro alle prese con il complesso dossier della Brexit), che ha due mesi per ricorrere alla Corte Ue.

Quello del pari accesso della domanda al capacity market è peraltro uno dei temi particolarmente cari al M5S, anche al fine di poter dare il via libera definitivo al nostro meccanismo.